La stitichezza: sintomi e cause



La stitichezza è un malessere molto comune. Si calcola che ben 13 milioni di persone ne soffrano, di cui 9 milioni sono di sesso femminile. Effettivamente, le persone più soggette a questo disagio sono le donne e le persone anziane. Nel primo caso potrebbe insorgere anche dopo una gravidanza. Nel secondo, invece, la stitichezza potrebbe presentarsi in seguito ad una malattia. Già, perchè la stitichezza (o stipsi) non è una vera e propria malattia, ma si potrebbe definire come un sintomo che evidenzia un malessere esistente all'interno del corpo. Purtroppo, non esiste una cura universale per tutti: il medico, solo dopo aver effettuato una visita, sarà in grado di aiutare il suo paziente nel modo migliore. Le cause che possono portare a soffrire di stitichezza sono varie. Le principali sono:

dieta non equilibrata;

mancanza di fibre;

vita sedentaria;

latte;

disidratazione;

malattie specifiche;

cambiamenti nello stile di vita (troppi viaggi, gravidanza,.);

ignorare l'esigenza di andare in bagno;

abuso di farmaci o lassativi;

mancanza di attività fisica.

In generale, è importante che l'organismo venga costantemente idratato: è necessario, quindi, bere almeno due litri di acqua al giorno, e praticare uno sport regolarmente.

cibi da evitare


A questo proposito, però, i medici suggeriscono anche solo una semplice camminata: dedicarsi 30 minuti al giorno, gioverà senza dubbio alla mente, ma porterà notevoli benefici anche al corpo. I principali sintomi che evidenziano la stitichezza sono:

evacuazioni saltuarie e non regolari;

evacuazioni dolorose;

presenza di emorroidi.

Come abbiamo anticipato, le donne sono quelle maggiormente colpite dalla stitichezza. Quest'ultima indica proprio la difficoltà di evacuare completamente, o anche solo in parte le feci. Quando ciò succede, però, la persona può ritrovarsi con gonfiori addominali, crampi oppure con una sensazione di disagio permanente. Inoltre, l'evacuazione può avvenire con forti dolori e perdite di sangue: ci si potrebbe, quindi, trovare di fronte ad emorroidi. Queste ultime, infatti, tendono ad uscire in seguito ad uno sforzo. Tuttavia, la persona durante la spinta potrebbe anche essersi provocata dei piccoli strappi posti intorno alla zona dell'ano (si parla, in questo caso, di fistole anali). Infine, i grandi sforzi fatti in fase di evacuazione potrebbero portare alla fuoriuscita di una piccola parte della parete intestinale: si tratta del cosiddetto prolasso rettale, e potrebbe portare alla secrezione di muco dall'ano. In questo caso, solitamente, la situazione viene risolta in modo chirurgico.

La stitichezza, però, può portare anche al fecaloma: si tratta di un disturbo provocato dal ristagno delle feci sia nell'intestino che nel retto. Queste ultime si presentano coma una massa di dimensioni troppo grandi da essere eliminate. Per rimuovere le feci, il medico può rompere o rimuovere le feci stesse inserendo una o due dita nell'ano. In alternativa, è possibile agire ingerendo dell'olio minerale, oppure effettuando un clistere. Come abbiamo anticipato, non esiste una cura universale per combattere la stitichezza.

Il medico sceglierà la strada migliore, solo dopo aver effettuato gli esami necessari e aver sottoposto il paziente ad una visita specialistica. Solitamente, il medico riesce a formulare una diagnosi di stistichezza se, nei 12 mesi antecedenti alla visita, si sono verificati almeno due sintomi per 12 settimane (anche non consecutive). I sintomi di cui stiamo parlando sono:

sensazione di blocco o di ostruzione a livello anale;

evacuazione incompleta;

meno di tre evacuazioni nell'arco dei 7 giorni;

dolori quando si è in bagno;

feci dure e di tipo grumoso.

A questo proposito, il medico potrebbe sottoporre il proprio paziente ad esami specifici, quali lo studio del transito colo-rettale, gli esami della funzionalità anorettale, e la defecografia. In alternativa (o in presenza di pazienti anziani), potrebbe anche prescrivere loro anche una radiografia con mezzo di contrasto, e una colonscopia. Ciò che è certo, è che il primo passo da compiere è proprio quello di rivolgersi ad un medico. Quest'ultimo, solo dopo aver valutato gli esami e aver sottoposto il paziente ad una visita approfondita, sarà in grado di fornire una terapia concreta e mirata. La stitichezza, nei casi più gravi, necessita di una terapia particolare e molto scrupolosa: il medico sarà in grado di aiutarvi solo dopo aver effettuato i test necessari. Nel frattempo, è opportuno seguire uno stile di vita sano, equilibrato e ricco di attività fisica.